ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 19 ottobre 2017

Due modi di far sparire Dio


UNA RELIGIONE SENZA DIO?           


A che serve, o a chi, una religione senza Dio? Andiamo verso la religione dell’Uomo: cioè il delirio di auto-esaltazione della creatura al cospetto del Creatore. La congiura che ha cambiato la nostra Chiesa un pezzo alla volta 
di Francesco Lamendola   


 

L’aspetto più grave della crisi che sta vivendo la Chiesa cattolica in questi tempi non è la semplice somma degli errori teologici e dottrinali, delle stramberie pastorali e degli abusi liturgici, che pure ne sono l’aspetto più visibile e impressionante; e neppure le continue, incessanti “sparate” che fanno un po’ tutti i membri del clero, dal vertice fino alla base, anche in veste di teologi, insieme a una pletora di “fiancheggiatori” laici, in veste di filosofi, sociologi, storici, psicologi, eccetera, sia in sede ufficiale, sia in sede ufficiosa o privata, ad esempio rilasciando interviste di qua e di là, partecipando a trasmissioni radio e televisive, pubblicando giornalini, foglietti parrocchiali, ciclostilati, riflessioni, esortazioni, considerazioni, pontificando a trecentosessanta gradi, ma specialmente su argomenti di carattere sociale, sindacale, lavorativo, e dando uno speciale rilievo, si capisce, all’immancabile tema dei “migranti”, con tutto il relativo armamentario di solidarietà, accoglienza, condivisione, fraternità, integrazione, ospitalità, inclusione, e chi più ne ha, più ne metta. No: l’aspetto più grave, ancora più grave di tutti questi, che già sono estremamente gravi, consiste nel progressivo, silenzioso, abilmente camuffato gioco di prestigio, che consiste nel far sparire Dio dalla religione, dal Vangelo, dalla morale cattolica. E il gioco è arrivato ormai a buon punto; ancora poco, e la sparizione sarà completata. Già il dio che ci resta fra le mani, ora come ora, è un dio a scartamento ridotto: non è il Padre celeste, non è il Figlio unigenito, non è lo Spirito santo; è una specie di entità evanescente, volatile, o perlomeno liquida, pronta a evaporare alla prima occasione. Che non può tardare: perché l’obiettivo è questo; si tratta evidentemente di un disegno e non di una mera, impersonale fatalità; quel che sta accadendo non è il risultato dell’azione convergente di una mentalità nuova, è la mentalità nuova che è il risultato di un piano preordinato, paziente, metodico, intrapreso secoli fa, ma giunto quasi a maturazione al tempo del Concilio Vaticano II, e attualmente in piena fase di attuazione.
Formalmente, la religione cattolica è sempre la stessa; si parla, sì, di continuità o discontinuità nella linea post-conciliare, ma si vuole intendere che il cambiamento si svolge coerentemente con la tradizione (con la lettera minuscola), e che, pertanto, la religione attuale è la stessa che veniva insegnata, e che praticavano, e nella quale credevano, i nostri genitori e i nostri nonni. Invece non è così: è cambiata in profondità, è stata sostituta un pezzo alla volta, un rito alla volta, una preghiera alla volta, una lezione di catechismo alla volta, una omelia alla volta, una intervista alla volta, un abuso liturgico alla volta: col risultato che quello che ci troviamo fra le mani non è il cattolicesimo dei nostri genitori e dei nostri nonni, per il semplice fatto che la Chiesa attuale non è la stessa Chiesa di allora. 

La linea di frattura


La Correctio filialis e la Laudatio di papa Francesco

(di Roberto de Mattei) Tre settimane dopo la Correctio filialis è apparsa la prima risposta organizzata: una Laudatio pubblicata sul web, a firma di un gruppo di sacerdoti e intellettuali di area prevalentemente austro-germanica (http://www.pro-pope-francis.com/).
Chi sono i firmatari della Laudatio? Uno di essi, il tedesco mons. Fritz Lobinger, vescovo emerito di Aliwal (Sudafrica), è il “padre” della locuzione “presbiteri di comunità”che ha esposto nel libro Teams of Elders. Moving beyond Viri probati(2007) in cui auspica l’introduzione nella Chiesa di due tipi di sacerdoti:quelli diocesani e quelli di comunità, i primi celibi, a tempo pieno, i secondi sposati, con famiglia, a disposizione della comunità in cui vivono e lavorano.

mercoledì 18 ottobre 2017

Le armi contro il Maligno e contro il secolarismo


   GENOVA CONSACRATA ALLA MADONNA.



apriamo però il blog di oggi con una notizia seria, che ci ha fatto molto piacere (Genova è la città d nascita di chi scrive. Che è questa, ed è collegata alla fotografia del blog odierno: il 16 ottobre 2017, il Cardinale Angelo Bagnasco ha consacrato la diocesi di Genova a Maria Santissima, indicando anche nella Santa Messa e nel Rosario quotidiani le armi contro il Maligno e contro il secolarismo che porta a vivere senza Dio o come se Dio non esistesse. Inutile ricordare che si è celebrato in questi giorni il centenario dell’ultima apparizione a Fatima.
Marco tosatti
estratto da:
http://www.marcotosatti.com/2017/10/18/genova-consacrata-alla-madonna-e-inoltre-labate-faria-contro-la-sciatteria-musicale-diffusa-in-chiesa/

“La potenza di un’Ave Maria alla Madonna” di Fra Cristoforo


Se qualcuno aveva dubbi sulla potenza della preghiera dell’Ave Maria, ora dovrà proprio ricredersi. Tantissimi santi hanno raccomandato la preghiera Mariana del Rosario, proprio perché dà molto fastidio al demonio, e si ottengono tante Grazie spirituali e materiali.
Venerdì scorso una docente universitaria di Macerata, durante una sua lezione, ha proposto agli studenti di pregare un’Ave Maria, per essere in comunione con tutti coloro che in quel momento pregavano il Rosario in tutto il mondo, dando ovviamente la possibilità a chi non fosse d’accordo di uscire dall’aula. La reazione a questo gesto è stata fuori da ogni misura. La docente è stata attaccata in tutti i modi, sui social, verbalmente, e anche sul notiziario universitario. Tutti arrabbiati perché non si poteva perdere tempo durante l’ora di lezione con tali “sciocchezze”, e che era una grave mancanza di rispetto verso i non credenti o gli appartenenti ad altre religioni ecc… (http://www.lanuovabq.it/it/il-coraggio-di-unave-maria-inopportuna).
Tempestiva seppur ironica però è stata la risposta del Vescovo Mons. Marconi (finalmente ogni tanto un Vescovo cattolico): “Grazie all’università ai non credenti e agli anticlericali perché ci avete ricordato quali tesori possediamo senza apprezzarne adeguatamente il valore e l’importanza”(http://www.emmetv.it/2017/10/17/chiedo-scusa-per-quellave-maria/).
Un fatto che ci dà il termometro dei tempi che stiamo vivendo. Dove il diavolo è veramente scatenato. Basta un’Ave Maria e guarda cosa succede…
E’ davvero una preghiera potentissima! Questo episodio ci insegna davvero tanto. La docente ha commentato inoltre: “rifletto solo sul fatto che se un Ave Maria deve scatenare questo putiferio mi sembra evidente che si tratti di Parola di Dio vivente. E il Principe di questo mondo si scatena di fronte a questa vitalità del cuore e dell’anima che cerca Dio. Parole sante!
Mi meraviglia il fatto (ma non voglio illudermi) che ancora non sia intervenuto in merito Mons. Galantino. Visti i precedenti, tipo quando disse: “Io non mi identifico con i visi inespressivi di chi recita il rosario fuori dalle cliniche che praticano l’interruzione della gravidanza” (https://www.riscossacristiana.it/il-segretario-generale-della-cei-crede-nel-valore-della-preghiera-di-michele-majno/). Mah! Tenetemi aggiornato.
Fra Cristoforo

Lutero sarebbe stato una «medicina» per la Chiesa?

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'                                                                  Ritratto di Martin Lutero sul letto di morte' 


Tra “celebrazioni” e fatti storici


    «Guarda qui!».
Quando Santa Subito dice così vuol dire che mi sta dando un compito. C’è qualcosa che devo leggere. Ma questa volta l’invito va preso alla lettera. Effettivamente, più che da leggere c’è da guardare.
È l’ultimo numero di un settimanale cattolico, tutto dedicato al «Catechismo della Chiesa Cattolica» in occasione della nuova edizione presentata da papa Francesco.
E allora?
Santa Subito apre la rivista e mi mostra il dossier dedicato all’argomento. Che sotto il titolo «Il Catechismo nella vita della Chiesa» propone tre dipinti di Lucas Cranach il Vecchio, pittore luterano del Cinquecento. E in due dei dipinti compare proprio lui, Lutero
Santa Subito mi guarda e fa: «No dico, Lutero! Era proprio necessario?».

Piazza pulita della tradizione


BRUTTE CHIESE POSTCONCILIARI

Edifici del neoculto sembrano solo delle palestre: le brutte chiese postconciliari inseguono il mondo non cercano il divino edificate in omaggio a un non meglio definito “spirito ecumenico e conciliare” avviliscono il paesaggio di Francesco Lamendola  



 
  
Le brutte chiese edificate dopo il Concilio Vaticano II, in omaggio a un non meglio definito “spirito ecumenico e conciliare” (aggettivi che finiscono per diventare passepartout da tirar fuori a proposito e a sproposito), le quali avviliscono il paesaggio di tante periferie urbane e aggiungono squallore a squallore, in quartieri già fin troppo imbruttiti e cementificati, sono una tipica manifestazione di quel malinteso teologico per cui la Chiesa cattolica, protesa a “dialogare” con il mondo moderno, si è trovata sovente ad inseguirne i miti ed i falsi valori, allontanandosi, in pratica - ma senza rendersene conto, anzi fermamente convinta del contrario - dal divino.
Sta di fatto che chi entra in uno di questi edifici “sacri”, che di sacro, nel senso di “spirituale”, hanno poco o niente, veri e propri monumenti alla vanità di qualche architetto pretenzioso e, naturalmente, “progressista” (qualunque cosa ciò voglia dire), chi vi entra, dicevamo, non avverte il respiro dell’infinito, non percepisce l’irrompere luminoso della dimensione superiore, non si sente proiettato nella sfera mistica ove si realizza e si celebra l’incontro ineffabile con il divino, ma, al contrario, si sente immerso in una atmosfera fin troppo umana, gravata dalla materia, densa di antropocentrismo, “tecnologica” per l’uso sovrabbondante di materiali ultramoderni, per la corsa disordinata delle linee e dei piani, per il senso opprimente di oscurità, per la pesantezza dei piani e degli spazi architettonici, per l’ostentato funzionalismo delle parti rispetto al tutto, per l’assoluta mancanza di senso della trascendenza.

Alla deriva sui mari del relativismo


BASTA SOLO UN PO' DI CORAGGIO       


Perché tanto odio contro i Cattolici, sono forse temuti? quasi nessuno si espone e ci vorrebbe solo un po’ di coraggio: il vero cristiano sa che il mondo lo odia e farà di tutto per strappargli la cosa più preziosa: "la fede" 
di Francesco Lamendola  
  
 

La considerazione più realistica, ma anche più amara, quando si considera l’attuale degrado in cui versa la Chiesa cattolica, inquinata da uomini e idee che nulla hanno di genuinamente cattolico, anzi, da molti uomini e da molte idee che sono una vera e propria antitesi del Vangelo, sia in ambito dottrinale, sia in ambito morale, è che ci vorrebbe un po’ più di coraggio da parte dei cattolici stessi; e che se il cattolico medio, sia laico, sia consacrato, ne avesse mostrato almeno un poco, forse non saremmo arrivati fino al punto in cui, purtroppo, siamo arrivati adesso, e dal quale sarà difficilissimo tornare indietro.
Il punto è questo: vi è stato, ed è tuttora in atto, un movimento – a nostro parere: una precisa strategia, frutto di un disegno da parte di determinati centri di potere, e non già un movimento “spontaneo” – il quale, letteralmente sotto i nostri occhi, per non dire sotto il nostro sedere, che sia quest’ultimo piazzato su una cattedra episcopale, o universitaria, o alla direzione di un giornale, o che sia il sedere dell’uomo qualunque, che non ha potere sul prossimo, e tanto meno sulle masse – ha spostato tutto l’insieme della vita della Chiesa, la sua liturgia, il suo insegnamento, dal piano del divino a quello dell’umano; dal piano del soprannaturale, a quello naturale; dalla fedeltà al Regno di Dio, ai discutibili, contorti ed egocentrici piaceri della democrazia, o piuttosto della demagogia, in base ai quali sono gli uomini stessi a decidere dove deve andare la navicella di san Pietro, e non la guida perenne e infallibile di Dio stesso.

Ha faccia tosta

Fate domande (ma non dubia) guardandomi negli occhi


interviste francesco

Il seguente testo è apparso, a firma “Francesco”, sulla Repubblica odierna. E’ stato poi ripreso in più luoghi.  Secondo la stucchevole propaganda di certi pasdaran bergogliani, il poverino sarebbe vittima di un complotto giornalistico, che modifica e distorce sistematicamente ciò che egli dice. Ma le parole del diretto interessato, e la ricorrente pubblicazione di libri in cui si riportano le interviste da lui rilasciate (è appena del 2014 il precedente, targato LEV, per non contare il volume intitolato “Dialogo”, a quattro mani con Scalfari), raccontano una storia ben diversa. A chi vuole, auguriamo di aprire gli occhi. [RS]

Dubiatus?


I dubia di Padre Cavalcoli a Scalfari e al Papa


Cari Amici lettori, chi vive nella Chiesa e cerca di mettere in pratica gli insegnamenti, sa che nonostante i momenti di serio contrasto tra fratelli e sorelle, alla fine in molte cose ci si intende molto più di quanto non si possa pensare.
E’ il caso dell’ultimo articolo del teologo domenicano Padre Giovanni Cavalcoli a riguardo della situazione Scalfari nei suoi rapporti con il santo Padre Francesco e ciò che poi scrive sul suo giornale a riguardo degli incontri privati. Quanto emerge dalle riflessioni di Padre Cavalcoli sono considerazioni molto forti, con tutta una serie di domande, molto sofferte, che condividiamo.
Ci piace questo reale e doveroso modo usato dal Padre Cavalcoli che ci richiama, giustamente, a quell’amare il “Vicario di Cristo in terra”, senza per questo dover rinunciare a farci delle domande serie. Spesse volte abbiamo specificato che pur riconoscendo una forte dose di provocazione nei nostri editoriali, questo non inficia il nostro affetto filiale verso il Papa. Forse risultiamo essere poco rispettosi, per chi legge soggettivamente, del resto siamo laici e non religiosi-consacrati, ma oggettivamente pensando, parlando e scrivendo, ciò che ci spinge è l’affetto filiale e non certo una dichiarazione di guerra.